L'essere umano ha cercato invano di definire l'Amore. Per poterlo fare è ricorso a diversi metodi, ma senza risultati positivi. Alcuni lo hanno classificato, per esempio, come amore di coppia o amore filiale ecc., oppure come “buon amore”, “cattivo amore”, “amore egoista”, ecc. o anche come “ama molto” oppure, “ama poco”. Non dobbiamo né qualificare né quantificare l'amore, perché semplicemente si ama o non si ama.       
Molti dei cosiddetti “atti d’amore” non sono altro che atti egoistici e possessivi, che niente hanno a che vedere con l'amore, per esempio il suicidio per quello che chiamano un amore frustrato, l'omicidio passionale, l’iperprotezione delle madri, ecc.  

     
L’amore viene anche confuso con l'innamoramento. Su questo punto dobbiamo fare qualche considerazione. Innamorarsi è un sentimento strettamente collegato con il sesso. Non ci innamoriamo dei nostri genitori o dei nostri figli. Per innamorarsi è necessario essere sessualmente motivati. L'innamoramento ha sempre una durata limitata. Durante questo periodo l'essere crede di formare una persona sola con l'altra, perdendo i limiti della sua stessa identità. In questo stato gli esseri credono che insieme potranno vincere qualunque barriera e che non necessitano di nessun’altro al mondo. Ma questo stato non dura a lungo e, prima o poi, ogni essere comincia a ricercare i propri tempi e i propri spazi. Smette di proiettare nell'altro le proprie aspettative e desidera vedere la realtà, anche se cruda, permettendo, in certi casi, di cedere il passo all’amore. L’amore genera un’evoluzione spirituale, al contrario, di solito, dell’innamoramento.  

     
Quando ci innamoriamo crediamo di aver fatto l’incontro voluto dal destino. Questa visione romantica viene alimentata sin dall'infanzia dai racconti che terminano con la frase “e vissero felici e contenti” o dalla televisione nei tele-romanzi in cui un uomo ed una donna si uniscono, vincendo ogni ostacolo, riconoscendo l’uno nell'altro la persona “indicata da Dio” per condividere la vita. È evidente che questo non succede nella vita reale e, passato l'innamoramento si comincia a vedere i difetti dell’altro, le manie e le abitudini che ci disturbano.       
In questo periodo cominciamo a vedere l'altro come è realmente, con le sue virtù ed i suoi difetti e non l'idealizzazione che ci eravamo creati per esserne appagati.     
  
Anche l'atto sessuale viene confuso con l’amore, poiché la maggioranza delle persone dice “fare l'amore”. E qui si ripresenta di nuovo la convinzione della fusione di due esseri in uno solo. Qui, come nell'innamoramento, ci sono un principio ed una fine ma la durata è ancora minore. In entrambi i casi la seduzione e l'immaginazione svolgono un ruolo fondamentale.       
Tuttavia, senza queste due tappe, sarebbe impossibile arrivare a formare una coppia realmente solida che ci permette di prendere coscienza di quel meraviglioso attributo dello spirito che è l'amore. La prima manifestazione di questo attributo avviene nella famiglia.     
  
Anche la dipendenza viene confusa con l'amore. Dobbiamo mettere in chiaro che a tutti piace essere viziati, protetti e curati. Questo è l’effetto della necessità di ritrovare la figura materna o paterna nel proseguo della nostra vita. Ma a volte questa necessità è così forte che si cerca sempre qualcuno che si prenda cura di noi e che decida per noi. Questi esseri sentono che manca loro sempre qualcosa, non sopportano la solitudine e possono anche prendere in considerazione, in casi estremi, la possibilità di togliersi la vita.       
Sono estremamente possessivi ed esigono dal proprio compagno/a, dai propri figli e genitori, una dedizione totale, sentendosi soli ed abbandonati di fronte alla minima dimostrazione di indipendenza dell'altro. Questi esseri non hanno alcuna autostima.     
  
La dipendenza impedisce all'amore di manifestarsi e alla libertà, un altro attributo dello spirito, di svilupparsi normalmente. In questa condizione, l'essere desidera solo ricevere, essendo incapace di dare. Non dà importanza alla propria elevazione spirituale né a quella di coloro che lo circondano. Pensa solo a soddisfare le proprie necessità e ad avere vicino qualcuno sempre disposto a realizzare i suoi capricci.     
  
Altri sono capaci di dare affetto solo a coloro che vogliono essere protetti e dipendenti da loro. Ad esempio donne che si dedicano ai propri figli soltanto durante la prima infanzia, per dopo perdere l'interesse quando hanno due anni, e cominciano a dimostrare la propria indipendenza. Oppure uomini che dicono di amare la propria compagna, ma non tollerano che questa desideri lavorare o studiare.     
  
Da tutti gli esempi segnalati possiamo dedurre che, per parlare di amore, dobbiamo allontanarci da ogni atto egoista o possessivo e che, quando si ama, si favorisce la crescita e l'indipendenza dell'altro.     
  
Dopo aver fatto quest’analisi torniamo a chiederci cosa sia l'amore. È un sentimento? No, il sentimento è un'emozione. Molte volte gli esseri hanno sentimenti amorosi per qualcuno e quei sentimenti possono essere possessivi e perfino distruttivi. Possiamo avere anche sentimenti amorosi per cose puramente materiali; per esempio diciamo di amare la nostra casa, oppure un gioiello, ecc.       
L'amore può nascere a partire da un sentimento o da un innamoramento, ma è molto più di questo.     
  
Il feeling si instaura quando vi è fraternità (amore tra fratelli), non solo quando si ama. Questo modo di esprimere l'amore non deve confondersi con l’intenzione di essere accettato o con l'affinità spirituale. Nel primo caso si può sfruttare per causare nell'altro una buona impressione e ottenere qualche beneficio. Nel secondo esempio l'affinità è il mutuo riconoscimento della categoria spirituale di provenienza o categoria affine.       
Perché davanti alla bellezza della natura ci commuoviamo, piangiamo e ci sentiamo più vicini a Dio? E perché ci succede qualcosa di simile davanti alla musica o ad un certo canto o quando le piccole mani dei nostri figli ci accarezzano quando stiamo male? Sono queste, le manifestazioni dell’amore? Queste manifestazioni sono provocate da cose puramente materiali oppure oltre a queste stiamo percependo la presenza di qualcosa di superiore? In questi momenti non ci sentiamo capaci di essere un po' migliori?... Sicuramente quelli che li hanno sperimentati diranno di sì... e se ritorniamo alla premessa che amare è ogni atto che fa sì che gli esseri crescano spiritualmente e si occupino della crescita degli altri, potremmo dedurre che si tratta di un atto di amore       
  
L'amore è verità. Ogni atto di fanatismo ci allontana dalla verità e dall'amore Molti esseri solo affermando di amare Dio hanno portato i loro fratelli ad intraprendere “Guerre Sante”, al suicidio collettivo. In altri casi li hanno istigati ad odiare altri esseri per differenze religiose o per il colore della loro pelle, dando l'assurda spiegazione che queste differenze sono state create da Dio per segnalarci la loro inferiorità. C'è fanatismo in queste lotte tanto diffuse ma anche in altre situazioni più semplici, come nel caso della madre che pensa che suo figlio è il migliore, inducendolo alla vanità.       
Quando l'amore si manifesta, la parola, le azioni ed i pensieri seguiranno il cammino della verità. L'amore non stabilisce differenze, non aspetta risarcimenti, ricompense o gratificazioni. Colui che ama non limita la libertà dell'altro né la propria, non si trasforma in un essere egoista o possessivo, ma segue una traiettoria che gli permette di crescere e di aiutare gli altri ad evolvere.     
  
Qui possiamo riportare l'esempio più puro d’amore: Gesù. Sappiamo che egli ci ama e grazie a quell'amore egli ci stimola ad evolvere, facendoci comprendere che è possibile e che dipende da noi. Ma non ci obbliga, non limita la nostra libertà. Non si arrabbia quando non seguiamo il suo insegnamento, non si sente ferito quando trasportati dai nostri errori ci compromettiamo di nuovo. Egli ci dice che è sempre possibile evolvere, siamo sempre in tempo. Gli esseri riconoscono in Gesù l'espressione dell'amore; ma non possono riconoscere che ognuno può prendere come esempio la vibrazione di Gesù.       
L'essere umano tende ad evitare le responsabilità, per esempio è comune l’affermazione: “a domani, se Dio vuole!”, o quando c'è un incidente dove pochi si salvano, si dice che Dio li ha salvati, oppure che l’ ha voluto Dio, come se Dio amasse solo alcuni dei suoi figli, o, quello che è più assurdo ancora, quando si benedicono le armi prima di cominciare una guerra o anche quando un giocatore di calcio si raccomanda a Dio per la vittoria della sua squadra.       
Da questi esempi possiamo comprendere che l’incarnato immagina Dio a sua immagine e somiglianza, coi suoi egoismi e le sue piccolezze, come un essere che, anche nella sua grandezza, generalmente intesa come potere, si lascia coinvolgere in temi tanto piccoli come una partita di calcio oppure si ritiene responsabile dell’orrore di una guerra. Egli è “l'amore”, “la libertà” e “l'intelligenza” non potrebbe mai violare le Sue Leggi. Se Dio fosse come alcuni incarnati lo immaginano, sarebbe paragonabile ad un essere umano.       
Mettiamo il caso di un attentato in cui muoiono centinaia di persone innocenti. L’attentato è stato ideato da un gruppo di esseri offuscati dal loro egoismo, che hanno centrato un obiettivo, senza che importasse loro del danno che ne potrà derivare. Se Dio intervenisse violerebbe la libertà di quegli esseri, libertà che egli stesso ha dato loro come attributo costitutivo, e senza la quale né essi né nessun’altro sarebbe libero. Lo spirito, anche quando vive nell'errore, continua ad avere libertà di azione e, se sente di aver perso la propria libertà, è perché è prigioniero delle proprie debolezze. Vibrando nell'amore e nell'intelligenza, anche se si trova dietro delle inferriate, l’incarnato è libero, mentre vibrando nell'errore (senza l’armonia dei suoi attributi), sarà sempre un prigioniero della propria categoria spirituale.       
L'amore, quindi, è l'attributo dello spirito che ci permette di rapportarci con Dio, di comprendere i nostri fratelli, senza confondere quella vibrazione pura dello spirito con la dominazione o la dipendenza, con l’innamoramento o la passione. Quando l'essere riesce ad evidenziare questo attributo dà senza aspettare niente in cambio, se riceve amore è felice, e se un altro essere non può riceverlo, sa che quell'essere si trova in un'altra tappa dell’evoluzione e, nella sua sofferenza, ancora non ha compreso che ciò che tanto ricerca, si trova in lui sin dal momento della sua creazione.   

 

 

 

 

Tratto dal testo
" Conoscenze Spirituali Libro 23 "
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